Sabato sono andata al battesimo della figlia di una mia amica. Mi è toccato assistere alla funzione in chiesa. Non sono ipocrita, seguo senza partecipare nonostante sappia la liturgia a memoria causa studi e nonostante ogni tanto mi accorga di qualche sguardo perplesso visto che non rispondo o non compio nessun segno.
L'omelia ha riguardato la celeberrima parabola del fariseo e del pubblicano, citata nel vamgelo di Luca.
Ora, non sto a scocciarvi con l'esegesi biblica, che peraltro molti sapranno (pur'io, che non ho fatto catechismo), dico solo che mentre il prete parlava io pensavo, pensavo, pensavo, e commentavo, e criticavo e dissentivo tra me e me su ogni parola; dico solo che ero in totale contrapposizione su quello che il prete diceva: nelle sue parole vedevo l'esatta dottrina della Chiesa, che richiede sottomissione, umiltà, e annientamento della personalità, ed è pronta a perdonare ogni peccato a seguito di un ipocrita pentimento. Perfetto stile malavitoso, non importa il delitto commesso, purchè ci sia il mea culpa.
Al contrario chi è sicuro di sè, chi pensa di essere nel giusto, chi sa quello che vale (come il fariseo, appunto) verrà additato come superbo, e privato della grazia divina.
Io continuavo a pensare a quanto riesca ad essere sempre disatante dai pistolotti morali e a quanto mi sia sempre piaciuto ribattere sulle verità assolute. Sono sicuramente una persona molto cattiva (per lo meno, agli occhi della Chiesa cattolica).
Per concludere, nonostante tutto a me risulta molto più simpatico il fariseo del pubblicano.
Domenica mattina: sto guidando per andare al canile e intanto smanetto alla ricerca di un canale radio decente. Ovviamente becco solo Radio Maria, sicura punizione per i blasfemi pensieri del giorno prima...non ci posso credere, nella Messa trasmessa sento ancora l'edificante storiella del fariseo e del pubblicano!
Ma cos'è, si sono messi d'accordo tutti i prelati per citare 'sto passo o c'è qualcosa che mi sfugge?
Alla fin fine mi rendo conto di essere orgogliosa, presuntuosa e irrimediabilmente laica.









